Risparmio energetico con l'illuminazione

Risparmio energetico con l'illuminazione

Dal lontano 1880, anno in cui fu illuminata artificialmente la prima abitazione privata, la lampadina ne ha fatta di strada, illuminando le nostre notti e anche le nostre giornate, oltre a cambiare il volto delle nostre città, modificando radicalmente abitudini e bisogni. Per noi è difficile rendercene conto, ma il mondo dei nostri avi era un mondo piuttosto buio.
Oggi, invece, circa l’80% di tutta l’energia elettrica che consumiamo nelle nostre case serve ad illuminare e questi consumi possono essere ridotti fino al 20%, semplicemente usando lampade più efficienti e distribuendo meglio le sorgenti luminose.

FACCIAMO LUCE, MA QUALE?

A seconda di quale lampada si sceglie cambiano notevolmente, oltre la qualità e la quantità di luce ottenuta, anche i consumi. Quindi, prima di scegliere quale lampada acquistare bisogna valutare:

    qual è l’ambiente da illuminare?

    quali attività vi si svolgono?

    per quante ore, in media, la lampada resterà accesa?

Per orientarsi nella scelta della lampada più adatta alle nostre esigenze riassumiamo brevemente i parametri che le caratterizzano.

  • Potenza espressa in Watt (W). Indica la quantità di energia elettrica consumata dalla lampada nell’unità di tempo.
  • Flusso luminoso espresso in Lumen (lm). Esprime la quantità di energia luminosa emessa dalla lampada nell’unità di tempo.
  • Illuminamento espresso in Lux (lx). Indica la quantità di flusso luminoso che colpisce una unità di superficie.

Un Lumen su un’area di 1m2 corrisponde a 1 Lux.

  • Intensità luminosa espressa in Candele (cd). Indica l’intensità della luce irradiata da una lampada in una determinata direzione.
  • Durata espressa in ore indica il numero di ore di funzionamento dopo il quale, in un determinato lotto di lampade e in definite condizioni di prova, il 50% delle lampade cessa di funzionare.
  • Temperatura di colore espressa in Kelvin (K). Indica la tonalità della luce emessa da una lampada. In commercio troviamo lampade con diverse tonalità di bianco, “calda“ con sfumature tendenti al giallo, “neutra“, e “fredda“ con sfumature tendenti all’azzurro.
  • Indice di resa cromatica (Ra). Varia tra 0 e 100, e indica in che misura i colori percepiti sotto un’illuminazione artificiale si accostino ai colori reali. Quanto più tale indice si avvicina a 100 tanto più la sorgente luminosa consente meglio di apprezzare le sfumature di colore.
  • Efficienza luminosa (lm/W). Indica la quantità di energia elettrica che viene assorbita e trasformata in luce. Rappresenta il rapporto tra il flusso luminoso emesso dalla lampada (espresso in Lumen) e la potenza elettrica che l’alimenta (espressa in Watt).

 

I DIVERSI TIPI DI LAMPADE

Le lampade ad incandescenza

Tra le lampade a incandescenza troviamo sia le “lampadine tradizionali” che le “lampade alogene”. Entrambe generano la luce per effetto termico, secondo il principio per cui un corpo riscaldato ad alta temperatura e portato all’incandescenza emette radiazioni luminose.

lampada ad incandescenza tradizionale

Le lampade ad incandescenza tradizionali

Sono ancora le più diffuse nelle nostre case e sono costituite da un bulbo in vetro dal quale viene tolta l’aria e sostituita con un gas inerte (generalmente Argon con piccole quantità di Azoto). Al suo interno è posto un filamento di Tungsteno che attraversato dalla corrente elettrica diventa incandescente ed emette una certa quantità di luce.
Possono avere varie forme, a goccia, a pera, a sfera, a tubolare, ad oliva, a tortiglione, ecc., e possono essere realizzate in diverse finiture:
chiare, smerigliate, opalizzate, colorate, a riflettore incorporato.
Le lampade più comuni hanno l’attacco (o virola) a vite del tipo “Edison”, che viene indicato con la lettera E seguita dalla misura in millimetri del diametro e, talvolta, dalla lunghezza dell’attacco stesso. Le lampade di potenza inferiore a 300W sono munite di attacco a vite tipo E27; quelle di potenza molto modesta hanno l’attacco tipo E14 (denominato anche Mignon); le lampade di potenza superiore ai 300W hanno un attacco a vite tipo E40 (denominato Golia).
 

Caratteristiche

Le lampade ad incandescenza “tradizionali” sono caratterizzate da un’efficienza luminosa piuttosto modesta (circa 10-15 lumen/watt) e da una durata di vita di circa 1.000 ore.
Queste lampade forniscono istantaneamente il flusso luminoso e, se spente, si riaccendono immediatamente.
Con l’invecchiamento emettono sempre meno luce, pur consumando sempre la stessa quantità di energia, in quanto il tungsteno evapora dal filamento e si deposita sulla parete interna del bulbo di vetro (formando uno strato scuro).
Il flusso luminoso che emettono può essere regolato con appositi “variatori”.
Sono direttamente collegabili alla rete di alimentazione senza l’impiego né di reattori, né di starter. Emettono luce di tonalità “calda” e l’indice di resa cromatica (capacità di distinguere agevolmente i colori) ha il valore massimo (100).
Tutto questo contribuisce al “comfort” visivo tipico di queste lampade. Sono le più economiche al momento dell’acquisto, ma le più costose per quanto riguarda i consumi. Non contengono sostanze tossiche o pericolose per cui possono essere smaltite tra i rifiuti indifferenziati.

 

Lampade ad incandescenza “alogene”

Sono lampade introdotte intorno al 1950 per superare i limiti delle tradizionali lampade a incandescenza, cioè la bassa efficienza e la breve durata di vita.
I limiti iniziali di queste lampade, cioè l’emissione di raggi ultravioletti e l’eccessivo riscaldamento della lampada, sono stati superati.

lampadina alogena
Il primo ponendo davanti alla lampada una lastra di vetro e il secondo con la costruzione di speciali lampade (alogene dicroiche) dotate di uno schermo posteriore che riflette solo la luce visibile e disperde i raggi infrarossi.
Queste lampade venivano impiegate soprattutto nelle vetrine e nei negozi, nelle mostre e nei musei, ma oggi, specialmente le lampade alogene dicroiche e le alogene IRC a risparmio di energia sono un’ottima soluzione per illuminare tavoli da lavoro e studio.
Le lampade alogene sono disponibili in una notevole varietà di forme e di potenze ed è possibile suddividerle in due grandi famiglie:

  • a bassissima tensione;
  • a tensione di rete.

Le lampade a bassissima tensione (i faretti) da 6-12-24V richiedono un trasformatore per il collegamento alla rete elettrica domestica. Ne esistono di due tipi, le capsule senza riflettore adatte per apparecchi di illuminazione di dimensioni molto ridotte e per realizzare un’illuminazione d’ atmosfera e le lampade con riflettore.
Le lampade a basso voltaggio sono disponibili anche nella versione IRC (infrared coating) a risparmio di energia. Queste lampade hanno una vita che va dalle 4.000 alle 5.000 ore (quasi il doppio delle lampade alogene convenzionali).
Le lampade a tensione di rete possono essere installate direttamente senza l’impiego di trasformatori. Sono disponibili in varie potenze nei modelli con attacco a vite tipo Edison, che possono essere usate in sostituzione delle tradizionali lampade ad incandescenza, oppure lineari con doppio attacco, che devono essere usate in apparecchi di illuminazione dotati di vetro frontale e con riflettore.

Caratteristiche

Le lampade alogene hanno una efficienza luminosa (circa 15-25 lumen/watt) quasi il doppia rispetto a quelle tradizionali.
Durano il doppio di quelle tradizionali (la durata media è di circa 2.000 ore) e quelle di ultima generazione (IRC) durano più di 4000 ore. Il decadimento del flusso luminoso in funzione delle ore di vita è praticamente trascurabile e non si ha annerimento del bulbo.
Emettono luce “bianca” con una eccellente resa dei colori ed è possibile regolare il flusso luminoso impiegando un semplice variatore.
Quelle a bassa tensione hanno bisogno di un trasformatore per funzionare, hanno dimensioni molto ridotte e sono disponibili in una notevole varietà di forme e di potenze. Sono consigliate dove serve una illuminazione localizzata e decorativa, immediata disponibilità di luce, utilizzo discontinuo e accensioni e spegnimenti frequenti.
Non contengono sostanze tossiche quindi possono essere smaltite tra i rifiuti indifferenziati.

 

Le lampade alogene IRC o a risparmio di energia

Sono lampade a bassa tensione, per cui hanno bisogno di un trasformatore per funzionare.
La sigla IRC indica Infrared coating che significa che hanno un riflettore che riporta parte del calore sul bulbo stesso, quindi richiedono meno energia per avere il bulbo alla temperatura ideale di funzionamento.
Se si confrontano con le lampade alogene tradizionali consumano meno energia, disperdono meno calore, durano di più, hanno un flusso luminoso maggiore e costante nel tempo.
Le lampade alogene a risparmio energetico sostituiscono le lampade ad incandescenza tradizionali dove serve luce localizzata, riaccensioni frequenti, utilizzo discontinuo e una immediata disponibilità di luce.

Le lampade fluorescenti

lampada fluorescenteAppartengono alla famiglia delle lampade a scarica di gas come le lampade ai vapori di mercurio, le lampade ai vapori di sodio e le lampade ai vapori di alogenuri che però sono scarsamente utilizzate in ambito domestico.
Le lampade fluorescenti sono costituite da un tubo di vetro rivestito internamente da uno strato di speciali polveri fluorescenti, che contiene vapore di mercurio a bassa pressione.
In corrispondenza delle estremità vi sono due elettrodi che al passaggio della corrente generano una scarica con emissione di radiazioni luminose.
Per alimentare queste lampade è necessario utilizzare un “reattore”, che serve a limitare il valore della corrente e se il reattore è del tipo “tradizionale” occorre anche uno “starter”, che serve a preriscaldare gli elettrodi per favorire l’accensione, mentre se è del tipo “elettronico” non serve avere lo starter.
Queste lampade hanno un’elevata efficienza luminosa e una lunga durata. Sono particolarmente indicate per illuminare ambienti interni ed esterni, dove serve un uso prolungato e senza accensioni e spegnimenti troppo frequenti. Se usate correttamente, in sostituzione delle tradizionali lampade ad incandescenza, consentono di ridurre fino al 70% i consumi di energia elettrica.

Possiamo suddividere le lampade fluorescenti in:

  • lampade fluorescenti tubolari;
  • lampade fluorescenti compatte, integrate e non.

Queste lampade differiscono tra loro per tipo di reattore utilizzato, per prestazioni e per dimensioni.

 

Le lampade fluorescenti tubolari

lampada fluorescente tubolareConosciute anche come “neon”, possono essere lineari o circolari. I diametri più adottati sono 16mm, chiamate T5, e 26mm, chiamate T8.
Le caratteristiche della luce emessa dalla lampada sono determinate dalla polvere fluorescente che riveste la parete interna del tubo. Le polveri fluorescenti più impiegate sono le polveri “standard”.
Le lampade rivestite con questo tipo di polveri sono le più economiche ma “falsano” i colori e li rendono sgradevoli.
Queste lampade non sono adatte per l’illuminazione domestica, di uffici, di negozi ecc.., ma vengono impiegate nelle industrie.
Le polveri “trifosforo”, che sono le più impiegate, consentono di ottenere una tonalità di luce simile a quella delle lampade ad incandescenza e hanno un’elevata efficienza luminosa.
Le polveri “pentafosforo” che conferiscono alla lampada un indice di resa cromatica elevatissimo, uguale o superiore a 95, ma un’efficienza luminosa molto inferiore rispetto alle lampade rivestite con polveri del tipo trifosforo.

 

Caratteristiche

Le lampade fluorescenti tubolari hanno un’elevata efficienza luminosa, da 50 a 120lm/W, che è da 4 a 10 volte superiore a quella delle lampade ad  incandescenza.
Hanno una lunga durata, circa 10.000 ore, circa 10 volte maggiore delle lampade ad incandescenza. Ma accensioni e spegnimenti molto frequenti, con intervalli inferiori ai 15 minuti, riducono sensibilmente la loro durata.
Sono disponibili in diverse tonalità di luce e la qualità della luce prodotta è molto buona. Hanno una resa cromatica superiore a 80 e si accendono immediatamente o quasi immediatamente.
Non possono essere collegate direttamente alla rete di alimentazione, ma hanno bisogno di un reattore e in alcuni casi di uno starter. Se il reattore è del tipo elettronico, che è più efficiente di quello tradizionale, le lampade durano di più e hanno un’efficienza maggiore.
Sono particolarmente indicate per illuminare ambienti interni ed esterni nei casi in cui vi è la necessità di un uso prolungato e senza accensioni e spegnimenti troppo frequenti.
Il flusso luminoso è regolabile dal 10% al 100% utilizzando un particolare reattore elettronico detto “dimming”.
Vanno smaltite consegnandole agli impianti comunali di raccolta differenziata o ad aziende autorizzate, in quanto contengono piccole quantità di mercurio.

Le lampade fluorescenti compatte

Conosciute anche come “lampade a risparmio energetico” hanno dimensioni e tonalità di luce simili a quelle delle lampade ad incandescenza, ma un’efficienza luminosa e una durata notevolmente superiori.
Esistono nella versione con reattore integrato e non integrato. Il reattore può essere del tipo convenzionale o elettronico.
Le lampade fluorescenti compatte con reattore integrato possono sostituire direttamente le lampade ad incandescenza in quanto sono fornite di attacco a vite tipo Edison E27 o attacco Mignon E14.

Caratteristiche

Le lampade fluorescenti compatte hanno un’elevata efficienza luminosa, da 50 a 75lm/W, che è da 4 a 7 volte superiore a quella delle lampade ad incandescenza.
Hanno una lunga durata, circa 10.000 ore, che è circa 10 volte maggiore delle lampade ad incandescenza. Ma accensioni e spegnimenti molto frequenti, con intervalli inferiori ai 15 minuti, riducono sensibilmente la loro durata.
Sono disponibili in diverse tonalità di luce e la qualità della luce prodotta è molto buona. Hanno una resa cromatica superiore a 80 e si accendono immediatamente o quasi immediatamente.
Sono particolarmente indicate per illuminare ambienti interni ed esterni nei casi in cui vi è la necessità di un uso prolungato e senza accensioni e spegnimenti troppo frequenti.
Il flusso luminoso non è regolabile.
Vanno smaltite consegnandole agli impianti comunali di raccolta differenziata o ad aziende autorizzate, in quanto contengono piccole quantità di mercurio.

 

I LED

I LED, Light Emitting Diodes, ovvero “diodi che emettono luce” sono impiegati da moltissimi anni nell’elettronica (nei telecomandi, nei segnalatori di stand-by, ecc.).
Led
Oggi si stanno diffondendo anche nei semafori, nelle luci di posizione e stop delle automobili, nei display di informazione e nell’illuminazione decorativa di piazze, palazzi e monumenti, e in commercio iniziano a trovarsi anche lampade a LED per uso domestico.
I LED consentono di risparmiare, a parità di luce emessa, fino all’80% di energia elettrica rispetto a una normale lampada a incandescenza, e hanno una durata che può arrivare fino a 100.000 ore, contro le 1.000 di una lampadina ad incandescenza e le 10.000 di una lampada fluorescente.

Caratteristiche

Hanno bassi costi di manutenzione, in quanto una lampada a LED continua a funzionare anche nel caso in cui uno o più elementi si danneggiano.
I più comuni emettono luce rossa, arancio, verde e blu con colori saturi. Dalla loro combinazione è possibile creare le sfumature di colore volute. La luce bianca viene ottenuta rivestendo di giallo un LED blu.
Ne esistono modelli che possono sostituire direttamente le lampade a incandescenza sugli impianti esistenti e modelli che funzionano a bassissima tensione (da 12VDC a 48VDC).
Hanno dimensioni drasticamente ridotte che aprono nuovi orizzonti al design, non riscaldano e si accendono immediatamente.
L’assenza di mercurio e piombo ne consente lo smaltimento tra i rifiuti indifferenziati.


Quale lampada scegliere

Per ridurre i consumi di energia bisogna scegliere la lampada giusta per ogni esigenza.
Ricordiamo che le lampade ad incandescenza tradizionali sono le più economiche al momento dell’acquisto ma consumano molto e durano poco.
In base alle condizioni di utilizzo, sono invece consigliate le lampade alogene, in particolare le alogene IRC a risparmio di energia che consumano fino al 50% in meno delle incandescenti tradizionali, e le lampade fluorescenti che nella versione integrate elettroniche fanno risparmiare fino al 70% di energia elettrica.
Di seguito riportiamo, per ogni tipo di lampada, le condizioni d’impiego consigliate.

Lampade ad incandescenza tradizionali: Sconsigliate. Dal 2011 ne sarà vietata la commercializzazione.

Lampade alogene: Illuminazione localizzata e decorativa dove serve immediata disponibilità di luce, utilizzo discontinuo, accensioni e spegnimenti frequenti.

Lampade fluorescenti compatte: I modelli comuni, senza regolatore di flusso (dimming), sono adatti per illuminare ambienti interni ed esterni, nei casi in cui vi è la necessità di un uso prolungato e senza accensioni e spegnimenti troppo frequenti.
In commercio si trovano anche modelli particolari poco sensibili alle frequenti riaccensioni, che hanno il regolatore di flusso luminoso e la fotocellula che ne consente l’accensione automatica.

Lampade fluorescenti tubolari: Illuminazione di ambienti interni ed esterni nei casi in cui vi è la necessità di un uso prolungato. La particolare estetica e le dimensioni di queste lampade ne condizionano le possibilità di impiego.

In generale, ad un maggior costo iniziale, per un determinato tipo di lampada, corrisponde un minor costo di gestione, dovuto a minori consumi e a una vita più lunga.

Dove e come illuminare

Si è già sottolineata l’importanza di adattare l’illuminazione alle diverse esigenze evitando gli errori più frequenti:
cioè una quantità di luce  insufficiente allo svolgimento di determinate attività come cucinare, leggere, cucire ecc. e una errata distribuzione delle fonti luminose che lasciano fastidiose zone d’ombra o che provocano abbagliamento.

Come determinare la quantità di luce necessaria in un ambiente?

A questa domanda non si può dare una sola risposta. La quantità di luce necessaria cambia a seconda delle funzioni a cui è destinato l’ambiente.
In generale, la soluzione migliore consiste nel creare una luce soffusa in tutto l’ambiente e intervenire con fonti luminose più intense nelle zone destinate ad attività precise come pranzare, leggere, studiare.
Sono riportati di seguito i livelli di illuminamento consigliati per una corretta progettazione dell’impianto di illuminazione negli ambienti domestici.

Zona di passaggio: 50-150 lux
Zona di lettura: 200-500 lux
Zona di scrittura: 300-750 lux
Zona pasti: 100-200 lux
Cucina: 200-500 lux
Bagno: illuminazione generale: 50-150 lux
Bagno: zona specchio: 200-500 lux
Camere: illuminazione generale: 50-150 lux
Camere: zona armadi: 200-500 lux

Le sorgenti luminose consigliate dovranno avere temperatura di colore compresa tra 2000K e 4000K e un indice di resa cromatica RA>90.

Alcuni consigli

Prima di tutto, se si vuole aumentare la luminosità e diminuire i consumi legati all’illuminazione, le pareti degli ambienti devono essere tinteggiate con colori chiari.

Il lampadario

Il lampadario centrale può fornire l’illuminazione “generale”, ma è necessaria un’illuminazione “localizzata” più intensa nelle zone destinate ad attività precise come pranzare, leggere, studiare.
Il lampadario provvisto di molte lampade non è una soluzione vantaggiosa in termini energetici: una lampada ad incandescenza da 100 Watt fornisce la stessa illuminazione di 6 lampadine da 25 Watt, ma queste ultime consumano il 50% in più di energia elettrica.
Conviene scegliere un lampadario centrale con una lampada sola, oppure, nel caso di un interruttore doppio se ne può installare uno a due lampade, una di potenza inferiore e una di potenza maggiore.

Sculture, quadri e televisione

Sculture e particolari oggetti possono essere illuminati o da un solo lato per avere un gioco d’ombre o da più punti per dare volume all’oggetto. L’illuminazione più idonea è quella data dalle lampadine alogene a bassissima tensione con riflettore dicroico in quanto consentono di dirigere la luce con grande precisione.
Per i quadri l’illuminazione deve essere uniforme e può essere realizzata attraverso un tubo fluorescente che, oltre a consumare poca energia, riesce anche a valorizzare i colori degli oggetti che illumina come una lampadina ad incandescenza.
Attenzione alla posizione, in modo che la sorgente non si ‘rifletta’ sul quadro o sul suo vetro o non finisca nel campo visivo dell’osservatore.
Il televisore non va mai guardato al buio: il televisore accesso all’interno di una stanza buia può provocare disturbi alla vista. Accendere una lampada a basso consumo all’interno della stanza è la soluzione ideale.

Lettura sul divano

Per leggere seduti sul divano, una persona di 60 anni ha bisogno di una quantità di luce sei volte superiore a quella necessaria ad un giovane di 20 anni. È quindi utile mettere a fianco del divano una lampada da terra con variatore di luce (dimmer).

Zona pranzo

Nella zona pranzo è meglio utilizzare una luce sospesa concentrata sul tavolo oppure una lampada da terra, con braccio curvo, che illumini il tavolo. Le lampadine a basso consumo sono l’ideale se la zona rimane illuminata per lunghi periodi, almeno dalle due alle tre ore consecutive.
In cucina, oltre all’illuminazione generale, occorre prevedere luci sotto i pensili, sui piani di lavoro e sul piano di cottura da utilizzare solo dove e quando servono. Qui le lampade ad incandescenza possono essere sostituite dai tubi fluorescenti o dalle lampade alogene a bassissima tensione.

Camera da letto

In camera da letto, oltre all’illuminazione generale che può essere realizzata attraverso un lampadario, una piantana o applique murali, bisogna illuminare anche il comodino e l’eventuale scrivania presente.
Per le scrivanie sono da preferire le lampade da tavolo con braccio orientabile, meglio se funzionanti con lampade alogene a bassissima tensione. La lampada deve essere posta circa 60cm al di sopra del piano di lavoro per evitare zone d’ombra e posizionata dal lato opposto della mano che scrive.
Sui comodini servono invece lampade che consentano la lettura e che nello stesso tempo non disturbino un’eventuale altra persona che magari sta dormendo. La soluzione ideale è una lampada con fascio luminoso orientabile, del tipo quelle per le scrivanie.
In camera da letto è utile prevedere un interruttore posto sopra il letto per lo spegnimento delle luci.

Bagni

Nei bagni sono sufficienti plafoniere o faretti a soffitto per l’illuminazione generale e appliques ad accensione separata, montati ai lati dello specchio e orientati verso il basso in direzione del viso, attenzione anche qui all’abbagliamento. Essendo il bagno un ambiente che richiede un’illuminazione istantanea e per breve tempo le lampade più adatte sono le alogene.

Corridoi e scale

Per i corridoi e le scale applique e plafoniere sono una valida soluzione. In questi locali è raro che la luce rimanga accesa per molte ore, mentre sono frequenti le accensioni e gli spegnimenti.
È quindi opportuno orientarsi verso le lampade alogene. In questi luoghi è consigliabile l’impiego di interruttori a tempo, che si spengono automaticamente dopo un periodo prestabilito di tempo.
Anche a livello condominiale si può risparmiare energia elettrica. Scale, cantine, garage sono locali dove la luce rimane accesa per lungo tempo: conviene utilizzare lampade fluorescenti e installare un interruttore a tempo regolato secondo le esigenze degli inquilini, che spegne la luce dopo un certo periodo. Il costo è molto contenuto ed il risparmio che ne deriva molto elevato.
Per illuminare ingressi e scale esterne, visto che per ragioni di sicurezza restano illuminati tutta la notte, l’ideale è l’uso di lampadine a basso consumo come le fluorescenti comandate da una fotocellula che ne regola l’accensione e lo spegnimento al variare dell’illuminazione solare. Meglio ancora è  utilizzare lampade alimentate con pannelli fotovoltaici.

Giardini e vialetti

Per illuminare giardini e vialetti conviene utilizzare apparecchi dotati di riflettore, che indirizzano il flusso luminoso solo dove serve. Essendo luoghi che spesso vengono illuminati tutta la notte, è consigliabile usare lampade a basso consumo come le fluorescenti, magari comandate da una fotocellula. Meglio ancora è utilizzare lampade alimentate con pannelli fotovoltaici.


La sicurezza

Al momento dell’acquisto è bene accertarsi che la lampada sia prodotta in conformità con le norme di legge in materia di sicurezza: deve avere il marchio IMQ o ENEC. In assenza di questi marchi è bene accertarsi che la lampada sia conforme alle norme europee della serie EN 60 598 sulla sicurezza elettrica.
Il marchio di qualità può trovarsi sulla confezione, su un’etichetta verde applicata all’apparecchio o sulla targhetta delle caratteristiche tecniche, oppure stampato sull’involucro.

Il risparmio

Oggi è più facile scegliere prodotti che consumano meno in quanto le informazioni sono più chiare ed in evidenza. Infatti dal 2002 una direttiva dell’Unione Europea ha reso obbligatorio esporre anche sulle lampade l’“etichetta energetica”, che indica l’efficienza energetica della lampada, il flusso luminoso, la potenza e la durata media di vita.

Il rispetto dell’ambiente

Un altro marchio significativo per il consumatore attento è l’Eco-label (Ecoetichetta), un marchio europeo che indica che il prodotto ha un basso impatto sull’ambiente nelle diverse fasi di produzione, utilizzo e smaltimento. Ha per simbolo la margherita con le stelle come petali e la “E” di Europa al centro.

L’inquinamento luminoso

Accendere una lampadina significa consumare energia elettrica. L’energia elettrica viene prodotta soprattutto bruciando petrolio, carbone e gas naturale emettendo nell’atmosfera gas inquinanti che danneggiano l’ambiente.
Non dobbiamo però dimenticare che esiste un’altra forma di inquinamento ambientale causato dall’illuminazione: l’inquinamento luminoso.
Questa forma di inquinamento si verifica di notte, quando, accendendo le luci, immettiamo nell’ambiente esterno una quantità di luce superiore a quella naturale. Questo succede soprattutto se l’apparecchio di illuminazione disperde luce al di fuori della zona che dovrebbe illuminare, causando anche un notevole spreco di energia elettrica: ad esempio un lampione a globo disperde nel cielo oltre il 30% della luce emessa dalla lampada.
Quindi, quando si deve progettare l’illuminazione di un giardino conviene scegliere apparecchi dotati di riflettore, che indirizzano il flusso luminoso solo dove serve.